Sogno sempre di rientrare una sera e trovarti nuda, solo con le calze autoreggenti, con le mani appoggiate al tavolo ed il sedere rivolto a me.
E rimango li ad ammirarti come un idiota con la bocca aperta ed il fiato corto.
Vedo i tuoi capelli che ti ricadono sulle spalle.
E la tua schiena sinuosa che scendendo diventano due fianchi favolosi, accoglienti ed invitanti.
Ed io tendo una mano per toccarti ma non ci riesco, perché sarebbe come rompere un incantesimo.
Ti posso toccare tutto il corpo intero solo con la vista, mentre le dita sono limitate ad un punto specifico.
Ti giro intorno ed incontro il tuo sguardo innamorato che mi dice “l'ho fatto per te” ed io che riesco solo ad avvicinare le mie labbra alle tue per un tenero bacio.
Sento le tue labbra dolci e calde, sento l'amore che provi per me in quel fugace attimo di indefinibile durata.
Quando mi allontano, sempre guardano i tuoi occhi, riesco a toccare con il polpastrello del dito medio, dal basso, un tuo capezzolo. E mi viene da darti un altro bacio.
Il tuo capezzolo è turgido al mio tocco. Penso a quanto mi piace il tuo seno che tu tanto denigri.
Accarezzo con il dorso di tre dita la tua tetta, e sento la pelle liscia e la sua morbidezza.
Prendo il capezzolo tra il pollice e l'indice e lo stimolo come so che piace a te. Delicatamente lo tiro e poi lo lascio, ed inizio a muovere l'indice su e giù strofinandolo. Sento il tuo corpo rispondermi.
La cosa che più mi intriga è la che non ti sei ancora mossa.
Continuando a giocare con il tuo seno, ti passo di lato e con l'altra mano scosto i capelli dal collo, avvicino le labbra fin quasi a toccarlo e soffio delicatamente. So che questo ti fa impazzire.
Lo vedo da un malcelato inarcamento della tua schiena.
Vorrei dirti che sei splendida, che ti amo, che sembri Venere, ma appena formulati nella mia mente questi pensieri si rivelano deboli fiammelle di candele, mentre tu mi pari il fuoco di un enorme falò.
Posso trasmetterti tutto quello che provo, il mio amore, la mia ammirazione del tuo corpo, la mia gratitudine per la sorpresa, solo con i gesti.
Accarezzo allora le tue spalle, scendendo con i palmi delle mani giù per le scapole fino ai fianchi.
Le mie mani salgono sul tuo sedere, verso il taglio della coccige.
Mi inginocchio quasi senza accorgermene, quasi un atto di venerazione. Tu sei con le gambe delicatamente divaricate.
Vedo la peluria pubica che adoro, e m'inebrio dell'odore che emani.
Sento caldo, ma non penso alla mia eccitazione. Ho pensieri solo per quei movimenti appena percettibili che fai con il bacino, quel lieve tremolio delle labbra pubiche che mi dicono quanto sei eccitata tu stessa.
Con un indice passo sulla fessura della tua splendida fica. E' umida e calda.
Poggio entrambe le mani sul tuo sedere, con i pollici dentro l'insenatura che porta alle tue labbra vaginali e allargo dolcemente. La tua fica mi viene esposta e noto il tuo ansimare.
Sento che vuoi che inizi. Appoggio la punta della lingua nella fessura e do una leccata superficiale.
Un tuo fremito.
Ti penetro con la lingua più che posso. Una volta dentro, la roteo per tastare le pareti vaginali.
Un sussulto.
Comincio a leccare con ritmo constante la tua fica, e mi eccito a pensare alla fica e non alla vagina.
Tu pieghi leggermente le ginocchia per farti leccare più profondamente. Il tuo ansimare è un crescendo di piacere, fino a che mi dici “Basta Amore, mettimelo dentro! Non ce la faccio più!”.
Quel 'mettimelo dentro' mi travolge. Mai ti avevo sentito dirlo. Mi sbottono e mi abbasso i calzoni, mi calo i boxer e tenendo il mio pene in mano, ne appoggio la cappella alle tue labbra umide.
Entra fluido. Tu dai un altro sussulto ed io mi fermo. Assaporo la sensazione di essere dentro di te.
Poi tu cominci a muovere i fianchi seguendo la tua sensibilità, e sento che sto per venire.
Allora appoggio le mie mani sulla tua schiena e comincio a penetrarti con ritmo. Tu sei un vulcano che sta per esplodere. Ed io sto per seguirti a ruota.
Non esiste più nulla in quegli attimi, siamo solo io e te, uniti da questa passione ed eccitazione, questa frenesia di piacere ed istinto primordiale.
Quando entrambi veniamo, le tue braccia si piegano e ti sdrai prona sul tavolo. Cosi facendo le tue natiche si premono ancora di più ai miei fianchi ed il mio pene ha un breve, improvviso risveglio, che ti fa scappare un “Oh!” meravigliato e piacevolmente sorpreso. Con il mio membro ancora dentro mi stendo sopra di te e riempio le tue spalle di baci.