Mia moglie l'esibizionista

Scritto da Marito Cornuto. Postato in Racconti Erotici

A volte partecipavo quando lei mi diceva di infilarglielo in bocca e a volte, quando i colleghi erano due e quindi c’era già un altro che glielo metteva in bocca, io mi masturbavo.

Io sono sempre stato un libertino e volevo tanto che anche mia moglie lo fosse. Veramente io ero convinto che lei lo fosse di già in quanto prima di metterci assieme abbiamo tanto parlato e lei mi raccontava dei particolari della sua vita che mi hanno fatto credere di aver vissuto delle situazioni simili alle mie ma che invece non erano vere.

Durante il periodo di fidanzamento, poi, molte sue affermazioni prima e delle vicende messe in pratica poi, mi hanno convinto che lei fosse il tipo di donna che stessi cercando. Ad esempio una volta che avevamo un appuntamento al parco, le dissi di venire con addosso qualcosa di sexy, di arrapante. Ebbene lei venne in bicicletta e quando la vidi per poco non mi venne una sincope. Aveva le cosce completamente scoperte in quanto indossava un maglione che le faceva anche da gonna, ma non era abbastanza lungo da coprirla. Le si vedevano addirittura le mutandine. Tutti coloro che la vedevano non le toglievano gli occhi da dosso, anche perché il periodo in cui sono avvenute queste cose non era molto permissivo come adesso. Un’altra volta, mentre eravamo appoggiati alla balaustra del fiume, mi venne d’istinto toccarle il culo. Mentre glielo palpavo le dicevo che mi sarebbe piaciuto toccarglielo dal vivo, cioè non attraverso la gonna di jeans. Senza problemi mi disse che potevo alzargliela e fare il mio comodo. Da precisare che eravamo in una zona il cui passaggio della gente era frequente. Lei dava le spalle alla gente, così come anch’io, quindi chi passava poteva vederle il culo, anche se coperto da un paio di minuscole mutandine, in quanto io le avevo alzato la gonna. Un’altra volta dovevamo andare al cinema ed io le dissi che mi sarebbe piaciuto che lei avesse indossato il vestito senza niente sotto. Ebbene quando giunse al luogo dell’appuntamento, la vidi in controluce e si vedeva benissimo che sotto non aveva niente, anche perché il seno si muoveva libero da una parte all’altra senza sostegno. Poi, una volta dentro, le dissi di tirarsi su la gonna e stare con le cosce scoperte. Eravamo seduti nella prima fila di centro, dove c’era il passaggio da un gruppo di sedie all’altro e la gente poteva vederla benissimo quando si sono accese le luci.

Poi si sposammo e d’un tratto tutte quelle concessioni sparirono di colpo. Ogni volta che le chiedevo di fare qualcosa mi dava del depravato. Ogni volta che le chiedevo di indossare un vestito sexy mi dava del depravato, tant’è che pensai di essermi sbagliato sul suo conto o che lei avesse fatto tutte quelle cose solo per accasarsi. Il fatto che lavoravamo assieme e quindi eravamo in una città diversa dalla nostra, aveva in un certo senso favorito le sue manifestazioni, mentre adesso sembrava non fossero mai esistite.

Un giorno, mentre tornavamo da Roma, sul raccordo anulare avemmo un piccolo incidente. Andavo ad una velocità di 90 km/h quando un cane randagio o abbandonato lì dal suo padrone, si muoveva nelle corsie in modo da far frenare le auto che se lo trovavano davanti. Per scansarlo dovetti stringermi sulla corsia d’emergenza, ma per colpa del pietrisco, i pneumatici della mia auto non aderirono all’asfalto facendoci strusciare contro il muretto di protezione. Mia moglie batté violentemente la testa sullo sportello, provocandosi una escoriazione alla regione temporale destra. Per fortuna c’era una pattuglia della stradale che ci prestò immediatamente soccorso. Avvivò l’ambulanza in quanto mia moglie era in stato confusionale. L’auto non aveva riportato nulla di serio, tuttavia i medici vollero tenere in osservazione mia moglie almeno per 24 ore. Passai la notte in un albergo nei pressi dell’ospedale e la mattina seguente mi recai all’ospedale per vedere il da farsi. Entrai verso le 10 e trovai mia moglie abbastanza tranquilla, sembrava avesse riacquistato la cognizione, era allegra, direi euforica. E proprio per tale motivo il medico mi prese in disparte dicendomi che aveva notato uno stato euforico in mia moglie passato dallo stato di confusione. Mi disse che probabilmente la botta presa le aveva fatto perdere ogni forma di inibizione, tanto che l’infermiera l’aveva chiamato perché mia moglie si era spogliata completamente girando per la camera tutta nuda. Il medico mi disse che probabilmente si trattava di una situazione temporanea, ma che comunque dalle radiografie non risultava alcuna anomalia. Mi disse che voleva tenerla in osservazione per ulteriori 24 ore. Raggiunsi mia moglie al suo letto cercando di parlarle per capire il suo stato mentale. Mi sembrava tutto in ordine, se non per quel linguaggio un po’ libertino che aveva. Parlava degli infermieri definendoli bei maschioni e delle infermiere definendole delle fighe. Insomma sembrava avesse perso quel suo pudore che si portava fin dopo il nostro matrimonio. Poco prima di mezzogiorno arrivò il pranzo. Lei si mise seduta sul letto e mi accorsi che non indossava nulla, aveva il seno scoperto. La guardasi negli occhi e lei mi strizzò l’occhio, come per dirmi che quella situazione le piaceva. In camera c’erano altri uomini, parenti delle altre degenti e lei sembrava pavoneggiarsi davanti a loro. Poi terminato il pranzo, scostò il lenzuolo dicendo che doveva andare in bagno. Il bagno per fortuna era attiguo alla camera. Era tutta nuda e sembrava godere degli sguardi degli altri uomini presenti, che si posavano sul suo corpo. Il giorno successivo andammo via. Il medico mi disse che se avessi notato ulteriori cambiamenti, in modo peggiorativo, sarebbe stato meglio farla visitare da uno psichiatra. Rimasi perplesso in quanto mia moglie non sembrava pazza, forse era diventata meno pudica. Comunque arrivati a casa volli seguire il consiglio del medico. Prenotai una visita specialistica in ospedale. Assistetti al colloquio, anche se il medico non era propenso a farmi entrare. In effetti volevo vedere la reazione di mia moglie alle domande dello specialista. Le vennero fatte una serie di domande più o meno licenziose e lei rispose con altrettanta licenziosità, come se quello fosse sempre stato il suo modo di vivere. Alla fine il medico disse che non trovava nulla di anormale. Poi dissi al medico che dopo l’incidente lei aveva cominciato a perdere ogni inibizione di carattere sessuale e che approfittava della presenza di altre persone per spogliarsi nuda e farsi ammirare, come se fosse la cosa più naturale di questo mondo. Lo specialista disse che probabilmente mia moglie aveva battuto la testa proprio nella regione che inibisce il comportamento sessuale, ma che non dovevo preoccuparmi molto in quanto il trauma o disturbo si sarebbe assorbito e lei sarebbe rientrata nella norma in breve tempo.

Ma io ero convinto che mia moglie era cambiata. A letto infatti era scatenata. Faceva cose che prima non si sognava di fare. Me lo prendeva in bocca senza farmelo lavare col sapone, come invece faceva prima, e pretendeva che le sborrassi in bocca per poi ingoiare tutto. Ma la cosa non finiva lì, perché pretendeva che le pisciassi in bocca e sul viso. Se da un lato tutto quello mi piaceva, da un’altra parte mi preoccupava in quanto mia moglie avrebbe potuto comportarsi in quel modo con chiunque e non solo in casa, ma anche al lavoro. Decisi di starle accanto il più possibile e notai che in un certo senso aveva il suo equilibrio. Non era pazza, nel senso che non si spogliava nuda per strada, ma nel limite della decenza faceva le cose in modo da farsi notare dagli altri. Iniziò ad indossare vestiti corti e scollati, ma il tutto sempre con i dovuti modi. Dai nostri discorsi capii che aveva perso il pudore, ma che era pur sempre una persona razionale. Per fortuna tirai un sospiro di sollievo.

Però iniziò una vita diversa da quella che conducevamo prima e anche se a me faceva piacere, avevo sempre un tantino di timore che potesse sfociare in qualcosa di irreparabile. Un pomeriggio ero andato ad acquistare del pesce e mentre ero in pescheria ricevetti una telefonata da mia moglie la quale mi diceva di suonare il campanello del cancello e non di aprire con le chiavi. Feci come mi disse e guardando verso il balcone del mio appartamento, la vidi uscire fuori tutta nuda. Mi fece un cenno di saluto con la mano e poi rientrò per aprirmi. Salii le scale col cuore in gola e la trovai tranquillamente davanti la porta sempre nuda ad aspettarmi. Ero eccitatissimo, ma anche spaventato per il fatto che qualcuno avrebbe potuto vederla. Quando glielo dissi, lei rispose che era proprio quello che le sarebbe piaciuto, farsi vedere nuda in balcone. Facemmo l’amore con molta passione e lei rimase nuda in casa.

Iniziò a fare dei discorsi strani, che magari prima ero io a farle mentre adesso li faceva lei. Mi diceva di invitare a casa qualcuno dei colleghi per stare assieme, mangiare qualcosa, ballare un pochino in quanto eravamo sempre da soli. Non ci vidi nulla di male, quindi le dissi di fare lei gli inviti. Il sabato sera successivo mi disse che aveva invitato a casa alcuni colleghi. Quando arrivarono mi accorsi che erano tutti uomini. Non dissi nulla in quanto eravamo tutti amici. Dopo una frugale cena lei lanciò l’idea di una partitina a carta. Disse che le sarebbe piaciuto fare uno strip poker. Rimasi allibito mentre gli altri colleghi la presero con euforia. Cercai di togliere quell’idea dalla testa di mia moglie, ma non ci fu verso. Ad ogni mano lei perdeva sempre, fino a togliersi la camicia, poi la gonna, il reggiseno e le mutandine. Era rimasta con addosso solo un paio di calze autoreggenti e le scarpe col tacco alto. Strano, in quanto le calze avrebbero dovuto essere la prima cosa da togliere. Ad un certo punto disse che era stanca di giocare e che le andava di fare due salti. Ci alzammo e lei rimase nuda davanti ai nostri quattro colleghi che se la mangiavano con gli occhi. Infatti la loro protuberanza nella patta dei loro pantaloni si vedeva benissimo. Ma mia moglie non si accontentò solo di quello in quanto di tanto in tanto si sedeva sul divano a cosce impudicamente e oscenamente spalancate mostrando a tutti la figa pelosa. I colleghi erano sudati e qualcuno si era già tolto la camicia. Anch’io ero sudato ed eccitato come loro, ma non volevo fare nessun passo in quanto avevo paura che loro avrebbero potuto violentare mia moglie visto che erano in quattro. Ma mia moglie mentre si muoveva nel ballare, allungava oscenamente le mani sui cazzoni duri che si vedevano attraverso i pantaloni. E ancora di più loro si eccitavano. Devo ammettere che anch’io ero eccitatissimo e quando mia moglie si inginocchiò davanti a me tirandomelo fuori e iniziando a spompinarmi davanti agli altri colleghi, abbassai la guardia perché ormai ero convinto che sarebbe successo tutto quanto. Da lì a poco, infatti, prima uno e poi gli altri, tirarono fuori i loro cazzoni sbattendoli in faccia a mia moglie che nel frattempo mi spompinava. Le sborrai in bocca e vidi che lei ne ingoiò un altro per fare lo stesso lavoretto, e poi un altro e così via. Ero rosso per la vergogna, ma vidi che i colleghi mi incoraggiavano definendomi fortunato e non un cornuto. Poi mia moglie si mise a cosce spalancate sul divano chiedendo chi la volesse sfottere. Quella sera venne sfondata io ogni suo buco. Riempita di sborra da sopra e di sotto, davanti e di dietro. Quando i colleghi andarono via io ebbi paura che lei potesse rimanere incinta, ma disse che non c’era pericolo in quanto assumeva la pillola già da qualche tempo. Questo però non me lo aveva mai detto. Al lavoro si comportava normalmente, ma qualche volta veniva nel mio ufficio dicendomi che aveva voglia di farsi rombare da un preciso collega. Le dicevo di invitarlo a casa, ma lei rispondeva che voleva fare l’amore lì in ufficio, subito. Rimanevo perplesso e lei diceva di avere preso già appuntamento col collega durante la pausa pranzo quindi mi invitava ad assistere, non mi chiedeva il permesso o altro, mi diceva tutto a cose fatte, cioè mi diceva che aveva deciso di farsi scopare e non se poteva farsi scopare. Durante la pausa pranzo il collega da lei designato veniva nel suo ufficio e alla mia presenza lei si sbottonava la camicia tirando fuori le tette, poi alzava la gonna mettendosi a cosce larghe sulla scrivania. Naturalmente non indossava le mutandine e si faceva sfottere mentre io li guardavo. A volte partecipavo quando lei mi diceva di infilarglielo in bocca e a volte, quando i colleghi erano due e quindi c’era già un altro che glielo metteva in bocca, io mi masturbavo.

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