Vent’anni si compiono una volta sola. Era un modo di dire nella mia famiglia. Avevo intenzione di compierli degnamente. Una festa con gli amici, con i parenti…
Ma non solo.
La zia Carlotta mi era sempre piaciuta, fin da ragazzo…..volevo una notte…indimenticabile! Aveva 45 anni, nubile, splendida donna. Condividevamo l’amore per la montagna. La invitai ad una gita….da soli. Partimmo sabato sera. Guidavo io. Arrivammo in un paesino, base per la gita dell’indomani. Un alberghetto, una camera per due. Un letto….e un mucchio di desiderio.
“Non ti preoccupare, dormirò sulla poltrona” dissi, per rassicurarla, quando vide il letto….
Un bella cenetta, una passeggiata.
Un bacio, veloce… un lieve turbamento.
La mia mano sulle sue splendide tette.
“Che fai Manuel?”
“Festeggio i vent’anni con le tue belle tette”
“No, dai, per favore, sono tua zia!”
“Non mi dire che non ti piace….solo perché sei mia zia…”
Un profondo sospiro, e la mia mano le sollevò la gonna.
“Dai, dillo che hai voglia di un bell’uccello tra le gambe!”
“Zia, ho voglia di scoparti da quando ero ragazzo…”
Questa confessione la lasciò sorpresa…”Davvero?” mi disse.
La mano le sfiorava la figa, inumidita e calda sotto le mutande. Sentivo che ci sarebbe stata.
“Andiamo in albergo”, le imposi.
Mi spogliai. Mi sdraiai sul letto, col pene ritto, eccitatissimo, durissimo.
“Spogliati”, le dissi.
Si spogliò completamente, senza dire una parola.
Salì sul letto a quattro zampe e iniziò a succhiare l’uccello.
Il risultato fu eccezionale sul mio pene già turgido.
Ero pronto per farmi una bella monta.
La misi a quattro zampe in posizione… aprii le cosce e godetti per un istante la vista del suo culo pronto a ricevermi. Mi guardava voltandosi. Infilai il pene tra le sue gambe fino ad uscire sul suo basso ventre. Era uno spettacolo.
“Cosa aspetti, bastardo?” mi disse….
Il chiaro di luna entrava dalla finestra. Il mio pene sfondava la sua figa. Un giovane maschio montava la sua femmina con vigore. Una femmina adulta gemeva….sotto i colpi della giovane verga che la sbatteva.
Festeggiai i miei vent’anni sul corpo di zia Carlotta. Scoprii quella notte che, nonostante la sua bellezza e gli uomini che le giravano intorno, era vergine! Era questo il lieve turbamento che aveva in corpo prima di abbandonarsi al piacere della sua prima notte di sesso. Certo non pensava che a goderla e farla godere per primo sarei stato proprio io … E neppure io.
Prima di ripartire il giorno dopo mi diede un bacio d’addio.
“Manuel, è stato bello”
“Anche tu sei stata bella, zia”
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