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IN SPIAGGIA
Mia moglie è una splendida donna di 33 anni. Alta con un bellissimo seno, un sedere perfetto, capelli castani chiari, due occhi vivaci e brillanti di colore marrone molto chiaro e lineamenti delicati. Il suo sguardo è molto dolce, femminile e con un sorriso dall’aria ingenua. Proviene da una famiglia piuttosto perbenista appartenente al ceto medio. Ci siamo conosciuti all’Università circa tredici anni fa e con me ha avuto le prime ed uniche esperienze sessuali.   Abbiamo vissuto sempre un rapporto pulito con un amore bellissimo fino a quando... Ora vi racconto.

L’estate scorsa abbiamo voluto provare l’ebbrezza di trascorrere una vacanza alloggiando interamente in tenda. Abbiamo acquistato tutto l’occorrente e fissando la destinazione delle nostre vacanze: la Slovenia.

Alcuni colleghi di mia moglie ci suggeriscono una certa località che per conservare il nostro anonimato non indico e senza studiarci troppo sopra ci rechiamo sul posto. Il luogo era bellissimo, pieno di verde e sicuro in quanto c’era la prevalenza di italiani. Ma ci accorgemmo che era una spiaggia di nudisti. Decidemmo comunque di restare poiché non ci sentivamo di spostarci in altri luoghi sconosciuti all’estero dove non conoscevamo minimamente la lingua.

Piantiamo la tenda e la mattina successiva ci rechiamo in spiaggia. Andiamo  indossando normalmente il costume da bagno, ma eravamo i soli e tutti ci guardavamo con disappunto. Decidiamo quindi di denudarci.

Provavamo una strana sensazione nei primi istanti ma poi, siccome tutti erano nudi, ci abituammo in fretta, fino a quando…

Proprio vicino a noi c’era un gruppo di tre italiani, credo trentenni, con un fisico non da culturista, direi normale. Infatti il non normale mi sono accorto che ero proprio io. Il mio pene era di lunghezza ridicola in confronto ai loro membri normodotati. Speravo con tutta la mia anima che mia moglie non si accorgesse di questo dettaglio, me era impossibile che il suo sguardo non si posasse lì.  Noto, con mio estremo disaggio,  che mia moglie fissa il  mio pene con sguardo valutativo.

Notavo poi che anche i nostri vicini spesso posavano gli occhi su mia moglie, che nuda era veramente bellissima.

Il giorno successivo eravamo ancora sulla spiaggia sempre naturalmente nudi e mia moglie con in mano una cartina della Slovenia  mi domandò se c’era indicato qualche posto interessante da visitare nei dintorni. Io risposi che ne sapevo quanto lei. Ma uno  dei nostri vicini di ombrellone sentite le domande di mia moglie ne approfitto, credo, per attaccare bottone e si avvicinò dicendo che era esperto del posto. Ci alzammo tutti e tre in piedi per visionare la cartina e notai che a causa visione bellissima di mia moglie il nostro vicino, che si presentò con il nome di Massimo, ebbe un erezione. Facemmo finta di niente, ma offrire al desiderio altrui la stupenda nudità di mia moglie fece eccitare stranamente anche me e anch’io ebbi la mia povera erezione. Tutti e tre notammo la differenza di dimensione tra il mio pene eretto e quello di Massimo. A Massimo traspariva un sorriso beffardo. Il brutto era che notavo lo stesso sorriso su mia moglie. A lei all’improvviso venne voglia d  i una bibita e non so se era una scusa per allontanarmi mi chiese di andare a comprarne una. Anche Massimo disse che aveva sete e con aria non affatto gentile,  dandomi un ordine secco, mi mando anche lui a comprargli una limonata. Oramai lui si sentiva superiore, un maschio dominante.  Il tutto era certificato e dimostrato dal suo pene, in bella mostra e nel pieno della sua erezione, molto più grande del mio. Avvertivo una certa sudditanza psicologica e mi sentivo bloccato nell’esercitare, come di doveva, qualunque tipo di ribellione. Tornai con le due lattine in mano e quando versai in un bicchiere la bibita a mia moglie, lei nell’orecchio mi disse: grazie “pisellino”. Rimasi scosso e arrabbiato. Da quel momento in privato mi chiamò pisellino, pisellinino o piccolo pisello.

Ormai erano trascorsi quattro giorni di permanenza al campeggio e Massimo era diventato odioso. Al mattino salutava solo lei, non considerandomi per nulla. Oramai era sempre in nostra compagnia. Parlavano sempre loro due e a me non mi consideravano affatto e tentavano sempre di deridere tutto quello che dicevo. Poi quando c’era da andare al bar a prendere qualcosa mandavano sempre me.

Notavo anche che loro mentre dialogavano erano sempre  troppo vicini e tendevano sempre a sfiorarsi e a toccarsi. Ormai lui era il maschio dominante. Avevo un blocco in me stesso non riuscivo a ribellarmi a niente.

Un giorno Massimo le chiese di spalmargli la crema e lei incominciò a strofinare quel suo corpo nudo passando abbondantemente sulle natiche e nella zona vicino al pene, in piena e vigorosa erezione. Lui era spudoratamente eccitato e purtroppo noto anche il sesso di mia moglie abbondantemente umido. Quando rimanemmo soli questa volta la redarguii mia moglie e con mia sorpresa lei mi rispose che ero solo un paranoico e che ero  invidioso perché avevo un cazzo che era la metà di quello di Massimo. Non seppi controbattere altro.

IN TENDA
Una sera Massimo ci chiese di dormire nella nostra tenda che era spaziosa di ben 5 posti in quanto l’amico con il quale divideva la tenda aveva invitato una ragazza per passarci la notte insieme.

Io e mia moglie acconsentimmo. Ci prepariamo per dormire inserendoci nei nostri sacchi a pelo.

Ad un certo punto mia moglie dice di avere freddo. Massimo le propone di entrare nel suo sacco a pelo che era più largo e ben imbottito. Io mi ribellai e Massimo mi rispose “ vuoi far ammalare tua moglie”. Io dissi no ma… poi stetti zitto. Lei mi dissi “fai il bravo pisellino e dormi”.  Si infilò nel suo sacco a pelo. Si muoveva e ridacchiava. Capii che aveva afferrato il suo pene. Rise e disse: come è grosso, c’è spazio pure per me? Lui lei rispose se ci incastriamo bene c’è spazio per entrambi! Con tuo marito non ci sono questi problemi di spazio Ah Ah!

Noto che i due si toccano ed all’improvviso sento ansimare  e sento lamento do dolore proveniente da mia moglie. Ci siamo incastrati! Disse ansimante Massimo.

Si incastrarono per altre tre volte. Lei avvertiva sempre dolore anche se era mescolato con un estremo piacere ed eccitazione.

Lei  bisbigliò: “mi hai fatto male, per me e come la prima volta. Finalmente sento qualcosa nella mia fica”. Nella tenda ormai si sentiva abbondantemente odore di sperma. Credo che veramente Massimo ha dovuto cacciare parecchio liquido seminale addosso a mia moglie.

Ero bloccato, non dissi più nulla era lui il maschio con il cazzo più grosso. Era lui il maschio dominate. E ho fatto finta di dormire mentre il mio misero e ridicolo era in piena erezione e con una voglia matta di masturbarmi.

La mattina successiva mia moglie mi chiese di lavare i sacchi a pelo, considerato la bellissima giornata di sole che consentiva un asciugature veloce. Il sacco matrimoniale dove avevano dormito mia moglie e Massimo emanava ancora quel forte odore di sperma  e notai delle macchie di sangue nel tessuto interno. Quel bastardo l’aveva sfondata.

Nei restanti otto giorni di vacanza Massimo venne sempre a dormire con noi in tenda e mia moglie sentiva  sempre freddo, si avvertiva sempre quel classico odore di sperma ed io senza farmi notare, vergognandomi della mia miseria, mi masturbavo provando un estremo e strano piacere.

DOPO LE VACANZE
Dopo la vacanza in Slovenia tornammo nella nostra città e la vita continuò come prima. Lei era sempre gentile e carina con me anche se facevamo ormai raramente l’amore e quando lo facevamo lei non muoveva un dito. Non mi accarezzava mai e si mostrava fredda e apatica.

Nella seconda decade di ottobre Francesca, questo è il nome di mia moglie, mi disse con un sorriso raggiante che veniva a trovarci Massimo.

Io rimasi allibito dal fatto che i due fossero rimasti in contatto ma non seppi rimproverarle niente.

Andammo a prenderlo alla stazione. Francesca era bellissima con quella sua minigonna con calze autoreggenti. Preciso che raramente aveva indossato la minigonna se non in circostanze particolari come le rare volte che siamo andati in discoteca.

Massimo scende dal treno, mi dice un ciao sbrigativo mi da la sua valigia e saluta calorosamente mia moglie. Mia moglie gli dà un frettoloso bacio in bocca.

Con la valigia in mano seguii loro verso la mia automobile. Mi sentii di nuovo un gregario, un membro qualunque del branco che seguiva la femmina desiderata ed il maschio dominante.

Cenammo a casa. Francesca e Massimo si misero a fare lunghi discorsi dove i miei interventi erano sempre snobbati. Mia moglie poi mi pregava per non interrompere i suoi dialoghi di servire le pietanze e prendere le vivande.

Poi ci sedemmo sul divano. Lì Francesca mostrò tutto il suo sex apeal. Il divano era basso e le accavallando le gambe le mostro quasi interamente nude. Massimo le domandò che marca di collant usasse in quanto erano davvero belle. Lei le disse la marca e volle che lui le accarezzasse le gambe per fargli vedere come era liscio il tessuto. Massimo accarezzò arrivando quasi fino all’inguine e annuì sulla qualità del tessuto. Con questa scusa quasi tutta la serata la sua mano era sulla coscia di mia moglie.

Si era ormai fatto tardi. Decidemmo di andare a letto. Massimo doveva dormire sul divano nel soggiorno e chiese prima di andare a letto di fare una doccia. La porta per entrare in bagno era nella camera da letto. Si spogliò davanti a noi completamente nudo dicendo che già nella spiaggia nudista ci eravamo visti come mamma ci aveva fatto. Francesca rispose che comunque doveva riabituarsi a vedere materiale di artiglieria di così grosso calibro e che per un po’ di giorni a visto solo pistolini.  Il suo pene era in erezione in pieno vigore e Francesca con lo sguardo non faceva che puntare in quella direzione. Finita la doccia mia moglie come un’ancella portò un telo e lo aiutò ad asciugarsi.

Massimo rimasto sempre completamente nudo reclamò scherzando che il divano doveva essere piuttosto scomodo. Francesca non si fece scappare l’occasione e per dovere d’ospitalità disse che il letto era grande per tutti e tre. Io ormai rassegnato al mio tacito ruolo di gregario non mi opposi.

Mi spogliai per mettermi il pigiama ed alla vista del mio fallo si misero a ridacchiare. Massimo sempre completamente nudo si mise al centro tra me e Francesca che venne a letto con un pigiamino davvero sexy mai visto prima. Spegnemmo le luci e per un circa 15 minuti ci fu il silenzio. Io ero girato verso il lato opposto a loro. Poi avvertii dei movimenti e credo che incominciavano a toccarsi. Inizialmente lo facevano silenziosamente per non farmi svegliare credendo che in quel momento stessi dormendo. Poi  la furia si insinuò tra i due. Incominciarono a toccarsi con più vigore. Erano così eccitati che non si curarono più di nulla. Come ho già detto ero girato dall’altra parte  e non vedevo cosa accadevo ma sentivo le loro voci e avvertivo gli scossoni del letto. Lei le disse incurante di me ogni giorno si masturbava pensando al cazzo di Massimo, l’unico vero cazzo che aveva provato. Disse che ormai era schiava di quel cazzo.

Vennero più volte e si sentì di nuovo quel forte odore di sperma. Lei lo prese anche in bocca e disse che non aveva mai assaggiato lo sperma, lo trovava buonissimo e se fosse stato possibile avrebbe voluto nutrirsi solo del liquidi seminale di Massimo. Era poi suo desiderio in mattinata di fare colazione proprio con quella specialissima crema bianca. Ero in piena erezione ed avevo una voglia matta di masturbarmi.

Ad un certo punto Massimo si ricordò di me e mi disse con fare arrogante mi disse:

“Eih vatti a fare una sega nel bagno e poi portaci un bicchiere d’acqua”.

Con mio grande sconcerto Francesca aggiunse:

“già e meglio che vai in bagno altrimenti mi sporchi le lenzuola e prima di prenderci l’acqua lavati le mani, porco!”

Andai in bagno dove venni subito mi lavai bene le mani e porsi  a loro due bicchieri d’acqua minerale e mi coricai di nuovo a letto. Francesca  e Massimo dormirono abbracciati tutta la notte.

Poi Massimo andò via e Francesca ritorno ad essere la mogliettina gentile ma sempre un po’ freddina a letto.

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